{"id":3860,"date":"2020-06-18T15:44:53","date_gmt":"2020-06-18T13:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istud.it\/sanita\/?p=3860"},"modified":"2020-06-18T16:02:51","modified_gmt":"2020-06-18T14:02:51","slug":"salute-e-cura-per-la-organizzazione-mondiale-della-sanita-quale-interazione-con-i-sistemi-di-cura-delle-societa-tradizionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istud.it\/sanita\/salute-e-cura-per-la-organizzazione-mondiale-della-sanita-quale-interazione-con-i-sistemi-di-cura-delle-societa-tradizionali\/","title":{"rendered":"Salute e cura per la Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0: quale interazione con i sistemi di cura delle societ\u00e0 tradizionali?"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Alla nostra terra,<br \/>\nAi nostri avi<br \/>\nAlle generazioni future<\/p>\n<p>La definizione di Salute dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) si rif\u00e0 a quella enunciata nel 1948, epoca di grandi ideali successiva alla Seconda Guerra Mondiale: \u00abcompleto stato di benessere fisico, psichico e sociale e non solo assenza di malattia\u00bb. Questa definizione \u00e8 utopica, come scritto su molti testi, in quanto nega quella che \u00e8 la natura dell\u2019essere umano sottoposto a leggi abbastanza precise: nascere, crescere, essere adulti, invecchiare e morire. Pertanto, parlare di completo stato di benessere fisico ad una et\u00e0 pi\u00f9 avanzata \u00e8 quasi un paradosso, dal momento che spesso le persone anziane, nel nostro mondo contemporaneo, sono affette da una o pi\u00f9 malattie croniche. La malattia, quindi, \u00e8 presente in molte fasi della vita ed \u00e8 connaturata con il nostro essere.<\/p>\n<p>L\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, nel 2006, ha ridefinito la salute come una risultante di stile di vita, aspetti e percezioni culturali ed et\u00e0 della persona: una definizione che, di fatto, si cala molto pi\u00f9 nel reale, rispetto a quella del periodo postbellico.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;3868&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Per l\u2019OMS, i determinanti della salute sono molteplici e partono dallo stile di vita, la genetica, l\u2019et\u00e0, il genere, le interazioni sociali, l\u2019occupazione, la possibilit\u00e0 di avere una casa, l\u2019accesso alle cure, per arrivare alla viabilit\u00e0, la ricchezza posseduta, l\u2019ambiente in cui si vive, la potabilizzazione delle acque, arrivando a considerare i fattori di tossicit\u00e0 da inquinamento dell\u2019aria e del terreno e la ripercussione che i cambiamenti climatici hanno sulla salute. Ci troviamo di fronte a una concezione sistemica, di cui l\u2019accesso alle cure e le cure stesse sono solo un aspetto \u2013 seppur fondamentale \u2013 in una realt\u00e0 molto pi\u00f9 complessa (Fig. 1).[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Pi\u00f9 che sulla salute (termine che deriva dal latino salvus, salvo) \u00e8 interessante porre l\u2019attenzione al significato che diamo a una sua concezione pi\u00f9 profonda, il fluire della nostra esistenza: ed ecco che, accanto alle tre componenti classiche della definizione di salute \u2013 corporea, mentale e sociale \u2013 se ne aggiunge una quarta, quella spirituale-esistenziale.<br \/>\nIl riduzionismo scientifico e medico della ricerca delle Evidenze, dimostrate e calcolate in numeri, cifre, statistiche e probabilit\u00e0, ossia il modello imperativo e imperante nel contesto clinico negli ultimi trent\u2019anni (Sackett et al 1996), ha dato vita a una rivoluzione inizialmente nascosta, ma ora visibile che vuole concepire la salute in un modo pi\u00f9 ampio, narrativo, valoriale. Ecco quindi che la stessa OMS ha aggiunto un quarto quadrante al modello biologico (fatto di anamnesi, dieta, esercizi, sonno e sostanze), psicologico (composto da personalit\u00e0, umore, condizioni mentali, gradi di speranza, eventi stressanti e passati) e sociale (famiglia, relazioni intime, amici, colleghi, connessioni con la comunit\u00e0, ambiente sociopolitico e cultura): quello esistenziale e spirituale (Fig. 2).[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;3867&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Accanto a questioni legate alla spiritualit\u00e0 e alla sua pratica, al senso di stupore e meraviglia e al centrarsi in equilibrio con una consapevolezza di quanto accade dentro e fuori da s\u00e9 (traduzione della parola spesso abusata mindfulness), c\u2019\u00e8 una variabile di importanza straordinaria: la costruzione del significato, il meaning making, che pu\u00f2 spiegare perch\u00e9 compiamo alcune scelte, perch\u00e9 accettiamo o rifiutiamo quanto ci accade e come tutto questo si riverberi sul nostro insieme fisico e psichico. La nostra mente, nella maggior parte dei casi, \u00e8 per sua natura \u201cnarrativa\u201d, volta cio\u00e8 alla ricerca di un significato: opera alla scoperta di relazioni causa-effetto. La parola \u201cperch\u00e9\u201d appartiene alle sessantaquattro parole universali di significato del linguaggio umano (Goddard e Wierzbicka 2014): questo significa che in tutte le popolazioni del mondo questa parola esiste come prova della nostra programmazione cognitiva e logica a cercare il significato di fatti ed eventi, ovunque essi accadano.<\/p>\n<p>Dal significato si passa allo scopo, al progetto di vita, alla spiegazione di quanto accaduto, per poi rivolgere il pensiero al presente e al futuro, qualsiasi questo possa essere. Senza significato si \u00e8 nel caos, in balia degli eventi, tra cui anche la possibile malattia, che irrompe a incrinare il precedente equilibrio di salute. \u00c8 attraverso l\u2019attribuzione di significato che diventiamo resilienti e progettuali (Marini 2018).<\/p>\n<p>Si fanno passi in avanti con uno scopo, che pu\u00f2 essere quello pi\u00f9 antico, connaturato alla nostra essenza; ma il fluire dinamico \u2013 perch\u00e9 la vita scorre, come tutto scorre, \u03c0\u03ac\u03bd\u03c4\u03b1 \u03c1\u03b5\u03b9 \u2013 porta anche a cambiare il fine di quello che pensiamo, viviamo e sentiamo. Anche \u201ccambiare\u201d \u00e8 una parola dal significato universale, a indicare la necessit\u00e0 del dinamismo: \u00e8 impossibile stare fermi, immobili, perch\u00e9 le cose mutano come noi mutiamo in ogni istante. Viviamo e moriamo, detto con altre due<br \/>\nparole universali.<br \/>\nAndiamo avanti e vicino a significato, azzardiamo una parola quasi faticosa da pronunciare e scrivere, forse perch\u00e9 cos\u00ec bella da essere quasi un tab\u00f9: \u201cfelicit\u00e0\u201d. Partiamo da dove si fonda la nostra cultura, dal pensiero greco antico e in particolare da Erodoto, il filosofo del \u03c0\u03ac\u03bd\u03c4\u03b1 \u03c1\u03b5\u03b9, \u00e8 anche il primo a coniare il termine eudaimonia, essere abitati da un buon demone. Cosa c\u2019entra il demone? Ce lo spiega meglio Aristotele, e Carl Gustav Jung lo riprender\u00e0 nella sua psicoanalisi: il buon demone \u00e8 quello che ci aiuta a trovare scopo e significato nella nostra esistenza. Non \u00e8 facile trovarlo: seguendo il pensiero di Aristotele, di Jung e di un\u2019altra eccellenza psicoanalitica, James Hillman, il buon demone si nasconde dietro ai continui bombardamenti e stimoli quotidiani, manipolazioni, labirinti di condizionamenti imposti da noi stessi perch\u00e9 mutuati da altri.<br \/>\nEppure, il demone si fa sentire, e potremmo tradurlo con un termine un po\u2019 pi\u00f9 contemporaneo e di dimensione cristiana, il Talento. Solo se seguiamo il nostro Talento potremo auspicare all\u2019eudaimonia, perch\u00e9 la nostra vita avr\u00e0 un vero scopo. D\u2019altro canto, anche la parabola dei talenti va in questa direzione: \u00e8 un delitto seppellirli \u2013 sono monete e quindi preziosi, la vita \u00e8 una e va vissuta sviluppando appieno il proprio Talento, la propria Indole, seguendo il proprio Buon Demone.<br \/>\nIl Talento non va sprecato.<br \/>\nEcco, pu\u00f2 arrivare l\u2019et\u00e0 anziana con un corpo che non \u00e8 certo in completo benessere fisico (come recitato nel \u201cmantra\u201d dell\u2019OMS), ma riuscendo a dare un significato a quanto accaduto, riuscendo a capire se abbiamo seguito e insegnato a seguire il Talento e realizzato quello che il Talento ci ha permesso: dicono sia il segreto di una vita pi\u00f9 felice e di un bilancio finale positivo.<br \/>\nHo conosciuto e raccolto le narrazioni di persone disabili che vivono nell\u2019impossibilit\u00e0 quasi completa di muovere il proprio corpo che hanno conquistato pi\u00f9 eudaimonia di tanti individui normodotati: sembra un paradosso. La domanda \u00abPerch\u00e9 a me questa malattia?\u00bb se la sono posta tutti, ma sono state le risposte di allora e di ora quelle che fanno la differenza. Se ci si muove dal senso di colpa proprio o assegnato ad altri per entrare in una dimensione pi\u00f9 esplorativa, \u201ccosa posso imparare da questa nuova condizione\u201d, ecco che cambia la percezione. Su due aspetti fondamentali \u00e8 quasi impossibile fare sconti: il primo \u00e8 la gestione del grande dolore fisico, che se presente altera realmente le capacit\u00e0 di reazione, e la seconda il non essere lasciati soli, ma di essere accompagnati.<\/p>\n<p>La solitudine imposta e non scelta \u00e8 il peggior killer attualmente vivente e pervasiva della nostra societ\u00e0 contemporanea: se nelle societ\u00e0 tradizionali abbiamo visto comunit\u00e0 che si prendono cura a modo loro della persona malata, da noi non ci sono integratori e farmaci che tengano, la questione rilevante \u00e8 la condizione non solo del nascere da soli e del morire da soli, ma dell\u2019avere un\u2019infanzia in solitudine come un invecchiamento isolato.<br \/>\nIn questo giro attorno al mondo gli autori dei capitoli hanno voluto ricercare le diverse concezioni di salute in sette parti distanti del pianeta, per comprendere poi come si strutturano le soluzioni di cura.<br \/>\nHanno anche analizzato quelle che sono le competenze richieste per diventare curanti e se queste cure si rivolgono a un unico individuo o a una collettivit\u00e0: e ancora si sono soffermati sulle tecniche di prevenzione e sui sistemi di pagamento. Vediamo di capire come integrare quanto visto nelle pagine precedenti alla nostra concezione di salute, non quella classica del modello riduzionista biomedicale, cogliendo l\u2019insieme dei quattro quadranti, includendo anche il fattore esistenziale, lo scopo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>La salute come equilibrio con la natura e i suoi artefatti<\/strong><br \/>\nLa concezione di equilibrio si amplia e va a toccare temi che riguardano la sostenibilit\u00e0: non \u00e8 pi\u00f9 solo l\u2019equilibrio dell\u2019individuo e fra individui, ma ne viene chiamato in causa uno pi\u00f9 profondo, quello del livello di scambio energetico tra l\u2019individuo, il prossimo, la comunit\u00e0 e la natura. Nei capitoli precedenti, la natura \u00e8 onnipresente: \u00e8 da essa che traiamo anche i sistemi per guarire (dal regno vegetale, soprattutto) e pertanto va amata e rispettata. Non solo, la natura \u00e8 viva ed \u00e8 animata.<br \/>\nL\u2019equilibrio quindi si posta da un mero \u201caffare di bilancio\u201d di organi interni al nostro corpo per diventare un equilibro di vasi comunicanti aperti tra noi e l\u2019ambiente esterno. I genetisti lo chiamerebbero relazione tra \u201cgenetica\u201d ed \u201cepigenetica\u201d, in una visione molto darwinista della questione: non \u00e8 possibile separare l\u2019essere umano con la sua volont\u00e0 dal suo ambiente.<br \/>\nIl rispetto dell\u2019ambiente \u00e8 alla base della salute: infrangere le regole della natura, ammazzare pi\u00f9 animali del necessario, cogliere pi\u00f9 frutti di quanti siano sufficienti per sfamare la comunit\u00e0 arreca danno: oggi questa si chiama sostenibilit\u00e0 ambientale \u2013 abbiamo solo cambiato nome a delle regole che i nostri antenati gi\u00e0 conoscevano da millenni. Dai sistemi di salute tradizionali impariamo anche il recupero del tempo ciclico, legato all\u2019alternanza, nei paesi dove questa \u00e8 pi\u00f9 marcata. Quello che il nostro sistema occidentale ha medicalizzato come disturbo stagionale dell\u2019affettivit\u00e0, Seasonal affective disorder (SAD), non \u00e8 altro che il rispetto fisiologico dei tempi della natura: dalla medicina cinese comprendiamo che l\u2019energia va risparmiata in autunno per mantenere caldo il corpo durante l\u2019inverno, perch\u00e9 poi l\u2019energia Qi sar\u00e0 massima in primavera. Stessa cosa ci insegna il sistema di salute dei nativi nordamericani. Eppure, per il SAD \u2013 il cui acronimo significa casualmente \u201ctriste\u201d \u2013 sono prescritti psicofarmaci che generano dipendenza. Se diventiamo dipendenti, la naturale tristezza e lentezza dell\u2019autunno, con la sua caducit\u00e0 \u2013 fall, in inglese \u2013 non verr\u00e0 esperita, ma attutita con un edulcorante psichico che comporter\u00e0 modifiche cerebrali. La primavera successiva non sar\u00e0 quella che vorremmo perch\u00e9 questi edulcoranti psichici hanno cambiato i nostri circuirti neuronali, per tanto l\u2019energia vitale potr\u00e0 non risvegliarsi appieno.<br \/>\nIl nature deficit disorder, \u201cdisturbo da deficit di natura\u201d, consiste nella convinzione che gli esseri umani, in particolare i bambini, trascorrano meno tempo all\u2019aperto e questo si traduca in una vasta gamma di problemi comportamentali. Al contrario della SAD, questo disturbo non \u00e8 riconosciuto in nessuno dei manuali medici per i disturbi mentali, come l&#8217;ICD-10 o il DSM-5. Il giornalista Richard Louv ha affermato che \u00abil disturbo da deficit di natura non \u00e8 inteso come una diagnosi medica, ma piuttosto come una descrizione dei costi umani dell\u2019alienazione dal mondo naturale\u00bb (Louv 2005).<br \/>\nLouv afferma che le cause del fenomeno includono le paure dei genitori, l\u2019accesso limitato alle aree naturali e il richiamo dei dispositivi elettronici. Una ricerca recente ha creato un ulteriore contrasto tra il numero in calo delle visite al Parco Nazionale negli Stati Uniti e l&#8217;aumento del consumo di media elettronici da parte dei bambini.<br \/>\nPer molti anni Louv \u00e8 stato avversato dalla comunit\u00e0 scientifica, sino a quando Robert Zarr, pediatra della Unity Health Care di Washington, \u00e8 rimasto colpito ascoltando Louv a una riunione dell\u2019American Academy of Pediatrics, e in seguito leggendo il suo libro Last child in the woods (L\u2019ultimo bambino nei boschi). Zarr \u00e8 il fondatore e direttore medico di Park Rx America, un\u2019organizzazione no profit che incoraggia i medici a prescrivere l\u2019andare nei parchi; per alcuni stati, il sito web consente a un medico di cercare parchi vicino all&#8217;indirizzo di casa di una famiglia o con particolari servizi disponibili e di scrivere una prescrizione specifica, con il nome del parco, l&#8217;attivit\u00e0, la durata, la frequenza. I due scenari pi\u00f9 comuni sono bambini in sovrappeso e adolescenti stressati, ansiosi e depressi.<\/p>\n<p>Questa idea non \u00e8 solo buon senso, ma si basa anche su quanto dimostrato dalla crescente letteratura scientifica, ossia che trascorrere del tempo all\u2019aperto fa bene alla salute fisica e mentale. Gran parte di questa letteratura si concentra sugli adulti, con studi sulla popolazione che mostrano che una maggiore vicinanza alla natura \u00e8 collegata a effetti positivi su una vasta gamma di problemi di salute, dall&#8217;obesit\u00e0, ipertensione e diabete alla depressione e all\u2019ansia, sebbene gran parte di la ricerca \u00e8 ancora preliminare. Tutto questo nel 2018, a quasi quindici anni dalle prime indicazioni di Louv.<br \/>\nAnche in Norvegia \u00e8 iniziata la prescrizione medica delle passeggiate nella natura per gli adulti ammalati. E se torniamo alle societ\u00e0 tradizionali, non solo abbiamo imparato da loro quanto la natura fosse interconnessa, ma dai Mapuche del Sud America apprendiamo che le malattie dell\u2019animo si sviluppano in citt\u00e0, rispetto alla campagna.<\/p>\n<p>Il nuovo libro di Louv, Vitamin N, in italiano La Vitamina della Natura (Louv 2016), offre attivit\u00e0 per genitori, comunit\u00e0 e scuole: l\u2019esperienza della natura si rivela particolarmente utile per far riposare il cervello dal burn-out di guardare costantemente gli schermi, dei computer come dei cellulari, nell\u2019onnipresente mondo digitale. Costa meno una passeggiata nella natura o prendere un antidolorifico o un antiipertensivo e continuare a produrre? Lascio al lettore la risposta: \u00e8 questione di libero arbitrio e di possibilit\u00e0.<br \/>\nDa che esistono i primi \u201cartefatti\u201d dell\u2019essere umano, l\u2019arte \u2013 come i dipinti delle Grotte di Lascaux (Fig. 3), dipinte probabilmente 17.500 anni fa \u2013 va a riprodurre molto spesso la natura.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Se non possiamo immergerci nella natura, possiamo imparare a usufruire dell\u2019arte, che nelle societ\u00e0 tradizionali ha spesso rappresentato una connessione con parti del loro ambiente naturale. Impariamo dalla rappresentazione degli animali da parte degli aborigeni australiani: sappiamo che l\u2019arte \u00e8 uno strumento che produce neurotrasmettitori che ci mettono a nostro agio; nei momenti di difficolt\u00e0, \u00e8 istintivo cercare la connessione perduta con la natura. L\u2019arte terapia, oggi promossa come strumento terapeutico dall\u2019OMS, pu\u00f2 portare i pazienti nei musei a godere dell\u2019arte e i paesaggi dipinti nei luoghi di cura.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;3866&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>L\u2019individuo e la comunit\u00e0<\/strong><br \/>\nNella nostra pratica clinica assistenziale, le cure coinvolgono principalmente solo la persona affetta da una malattia. In due casi particolari, per legge e da linee-guida delle societ\u00e0 scientifiche, \u00e8 prassi chiamare in causa il resto della famiglia, o i tutori della persona. Il primo caso lo troviamo in neonatologia e in pediatria, dove spesso si parla di ambulatori \u201cmamma-bambino\u201d (la figura del padre \u00e8 poco inclusa, anche se si inizia a parlare di presa in cura di genitore-bambino). Nei casi di nati prematuri, ad esempio, non solo ci si prende cura del neonato, ma si assiste anche la coppia genitoriale attraverso figure di aiuto. Il secondo caso \u00e8 il lato estremo della vita, quello del morire: anche qui, le linee guida dell\u2019OMS definiscono come fondamentale non solo la cura del paziente, ma anche quella<br \/>\ndi tutto il nucleo familiare attorno alla persona che muore.<\/p>\n<p>In mezzo a questi due estremi temporali, vi sono esempi di cura allargata al sistema famiglia: la terapia della famiglia in casi di sofferenza mentale \u2013 prassi che per\u00f2 non \u00e8 mai decollata veramente, data la complessit\u00e0 di esecuzione nella nostra societ\u00e0, dove \u00e8 difficile \u201cmettere assieme\u201d la famiglia intera. \u00c8 risaputo che, in genere, chi soffre di una malattia o disagio mentale o spirituale non \u00e8 che il fenotipo del genotipo familiare: chi manifesta un disagio vissuto in famiglia da \u201cportatori sani\u201d. Solo una persona diventa \u201cquello che deve farsi curare\u201d, gli altri intorno sono ritenuti, spesso erroneamente, \u201ci sani\u201d.<br \/>\nDalle societ\u00e0 tradizionali possiamo mutuare questo senso di comunit\u00e0, di famiglia, di clan inteso nel senso positivo del termine, come luogo dove si trova sostegno e supporto: di pi\u00f9, da molte societ\u00e0 africane abbiamo imparato che se un individuo \u00e8 malato, va curata l\u2019intera comunit\u00e0. E questo accade in molte parti del mondo.<\/p>\n<p>I rituali in cerchio \u2013 e ci riferiamo a quelli praticati dalle <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/la-salute-nel-mondo-capitolo-5-il-cerchio-della-vita-la-guarigione-e-la-cura-secondo-i-nativi-del-nord-america\/\">societ\u00e0 native del Nord America<\/a>, alle <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/lanima-guaritrice-dellafrica-la-salute-nel-mondo\/\">danze africane<\/a>, alla <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/salute_nel_mondo_capitolo_iv\/\">trance siberiana<\/a>, al <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/la-salute-nel-mondo-capitolo-7-dreamtime-dal-sogno-alla-realta\/\">Dreamtime aborigeno<\/a> australiano \u2013 sono la prova del fatto che si fa terapia di gruppo perch\u00e9 l\u2019individuo se non accompagnato, non riesce ad affrontare il percorso che lo<br \/>\npu\u00f2 riportare alla salute.<br \/>\nL\u2019approccio nordamericano rispetto al consenso individuale \u00e8 interessante, e in questo senso ci avviciniamo a quanto accade quotidianamente nelle nostre cliniche: se non c\u2019\u00e8 un atto di volont\u00e0 a farsi curare da parte del singolo, non solo non si possono effettuare le cure, ma queste falliscono.<br \/>\nOssia, bisogna volersi curare, voler guarire: questo comporta l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 personali che partiranno dal cambiare stile di vita, chiedere aiuto, prendere le terapie necessarie. Tutto questo \u00e8 in linea con la definizione di salute dell\u2019OMS del 2006, che cita tra i fattori determinanti della salute anche \u201clo stile di vita\u201d.<br \/>\nRispetto all\u2019individuo, le <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/un-viaggio-tra-materia-ed-energia-la-medicina-tradizionale-cinese-la-salute-nel-mondo\/\">medicine tradizionali cinese<\/a> e indiana spostano di nuovo l\u2019asse sulla persona (come la nostra medicina, principalmente), lasciando la comunit\u00e0 estesa pi\u00f9 sullo sfondo: il tema delle qualit\u00e0 manifeste dell\u2019individuo secondo il sistema ayurvedico (Sattvas, tipo in equilibrio, Rajas, tipo in ansia, e Tamas, tipo inerziale) esprime il fatto che \u00e8 la persona, nella sua unicit\u00e0, a presentare certe caratteristiche. Di conseguenza, il sistema di cure sar\u00e0 individualizzato; lo stesso vale per le qualit\u00e0 riscontrate nella medicina cinese, dove \u00e8 compito del singolo, aiutato dal curante, trovare lo stato di equilibrio tra Yin e Yang. I due sistemi, ayurvedico e cinese, hanno a che fare con l\u2019energia (prana e qi) e la sapiente amministrazione da parte del singolo di queste \u201cenergie\u201d durante i periodi dell\u2019anno e della propria vita. Nelle medicine tradizionali, la percezione del proprio corpo \u00e8 un sapere che va sviluppato, mentre rimane poco esplorato nella medicina occidentale: noi parliamo di \u201csilenzio del corpo\u201d quando tutti gli organi sono in armonia, registrando quindi l\u2019assenza della malattia e del dolore. Queste medicine fanno un passo oltre: insegnano ad ascoltare il proprio corpo, i suoi bisogni, a percepire con centinaia di sensi \u201csegreti\u201d che cosa sta accadendo all\u2019interno del nostro sistema biologico e coerentemente con il mondo esterno.<\/p>\n<p>La medicina ufficiale si occupa della percezione del corpo da quando ha inserito la mindfulness nelle cliniche come strumento di conoscenza di s\u00e9, e ha elaborato degli strumenti per misurare la percezione del corpo, come il Body Awareness Questionnaire (Shields et al 1989), il questionario della percezione corporea. Tranne che per le persone con disturbi alimentari, questa attenzione al corpo come risorsa energetica, che ha bisogno di cibo, sonno, e che sa presagire se prender\u00e0 l\u2019influenza attraverso la lettura dei primi sintomi interni, \u00e8 veramente poco nota nella pratica di gestione della propria salute.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1592487948933{background-color: #ececec !important;}&#8221;][vc_column][vc_column_text]<strong>Body Awareness Questionnaire (Shields, Mallory &amp; Simon, 1989) \u2013 Questionario sulla consapevolezza corporea<\/strong><br \/>\nDi seguito sono indicate alcune affermazioni relative alla tua sensibilit\u00e0 verso i normali, non emotivi processi del corpo. Per ciascuna affermazione, seleziona un numero da 1 a 7 che descriva in che modo tale affermazione corrisponda alla tua descrizione, e inserisci il numero corrispondente nel box a destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Non \u00e8 per niente vero 1 2 3 4 5 6 7 \u00c8 molto vero<\/p>\n<ol>\n<li>Noto delle differenze nel modo in cui il mio corpo reagisce ai vari cibi. ___<\/li>\n<li>Posso sempre dire quando prendo un colpo se diventer\u00e0 o no un livido. ___<\/li>\n<li>So sempre quando ho sollecitato me stesso fino al punto in cui il giorno dopo sar\u00f2 dolorante.___<\/li>\n<li>Sono sempre consapevole dei cambiamenti dei miei livelli di energia quando mangio certi cibi. ___<\/li>\n<li>So in anticipo quando per prendere l\u2019influenza. ___<\/li>\n<li>So di avere la febbre senza misurare la temperatura. ___<\/li>\n<li>Posso distinguere la differenza tra la stanchezza per fame e la stanchezza per carenza di sonno. ___<\/li>\n<li>Posso accuratamente prevedere a che ora la mancanza di sonno mi raggiunger\u00e0. ___<\/li>\n<li>Sono consapevole di un ciclo nel mio livello di attivit\u00e0 durante il giorno. ___<\/li>\n<li>Non noto ritmi e cicli stagionali nel modo in cui funziona il mio corpo. ___<\/li>\n<li>Appena mi sveglio al mattino, so quanta energia avr\u00f2 durante il giorno. ___<\/li>\n<li>Posso dire quando vado a letto quanto bene dormir\u00f2 quella notte. ___<\/li>\n<li>Noto reazioni del corpo distinte quando sono stanco. ___<\/li>\n<li>Noto specifiche risposte del corpo ai cambiamenti del meteo. ___<\/li>\n<li>Posso preveder di quanto sonno necessito la notte per svegliarmi riposato. ___<\/li>\n<li>Quando le mie attivit\u00e0 abituali cambiano, posso prevedere molto accuratamente come influenzeranno il mio livello di energia. ___<\/li>\n<li>Sembra che ci sia un tempo migliore per me per andare a dormire la notte. ___<\/li>\n<li>Noto specifiche reazioni del corpo all\u2019essere molto affamato. ___<\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]In tutte le societ\u00e0 affrontate, rimane di sottofondo il rispetto delle regole biologiche, sociali, della natura, della comunit\u00e0, del proprio ruolo: la trasgressione di tali regole genera la malattia.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>I tab\u00f9 antichi e moderni<\/strong><br \/>\nNon dobbiamo dimenticare che fino al Seimila a.C. circa eravamo principalmente un popolo di cacciatori-raccoglitori, e che solo da qualche millennio siamo diventati stanziali, trasformandoci in agricoltori e allevatori. Questo per\u00f2 non \u00e8 un dato universale: le societ\u00e0 aborigene australiane, cos\u00ec come molte societ\u00e0 siberiane, africane, nord e sudamericane, sono rimaste nomadi, dunque in movimento sul territorio a seconda del clima, della caccia e delle risorse possibili.<br \/>\nNelle foreste, in prossimit\u00e0 dei fiumi e nei deserti si rischiava la vita: probabilmente \u00e8 stato anche grazie a questo pericolo costante che si sono sviluppate le tecniche di cooperazione tra gli individui.<br \/>\nLa competizione non era utile a superare da soli la notte nel deserto (Ballat e Campling 2011); la competizione nella caccia \u00e8 stata sostituita da un pensiero cooperativo per suddividersi le attivit\u00e0 quotidiane, in relazione al ritmo circadiano e alla natura circostante, capace di produrre estasi, ma<br \/>\nanche piena di insidie.<br \/>\nI tab\u00f9 hanno rappresentato quell\u2019insieme di regole che hanno permesso alle societ\u00e0 di svilupparsi e di sopravvivere. Citando la Treccani, il tab\u00f9 \u00e8 \u00abin etnologia e in storia delle religioni, interdizione o divieto sacrale di avere contatto con determinate persone, di frequentare certi luoghi, di cibarsi di alcuni alimenti, di pronunciare determinate parole, imposti per motivi di rispetto, per ragioni rituali, igieniche, di decenza o per altri motivi. In psicanalisi, il termine indica ogni atto proibito, oggetto intoccabile, pensiero non ammissibile alla coscienza, come nel caso emblematico dell\u2019incesto\u00bb.<\/p>\n<p>Vi sono dei tab\u00f9 logicamente correlati all\u2019ambiente circostante: ad esempio, cacciare il coccodrillo pi\u00f9 grande avrebbe potuto significare la vendetta di tutti gli altri coccodrilli e quindi rischiare di far sparire la comunit\u00e0. La pulizia era un tab\u00f9 preventivo e legato all\u2019igiene, come evitare di mangiare certe piante in quanto velenose era un altro tab\u00f9 comune; la comunit\u00e0 poteva gi\u00e0 aver esperito che qualche antenato era morto per aver assaggiato per la prima volta un\u2019erba ignota. Nel metalinguaggio semantico naturale, le tre parole universali \u201ctipo\u201d, \u201ccome\u201d e \u201cnon\u201d stanno a identificare i tipi di cose esistenti in natura e gli aspetti di similarit\u00e0 e quindi, al contrario l\u2019esclusione, \u201cnon come\u201d. Il linguaggio \u00e8 il codice potente con cui queste informazioni venivano e sono ancora dette.<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 un tab\u00f9 pi\u00f9 inconscio, dettato dalla visceralit\u00e0 delle emozioni dell\u2019essere umano, come a prevenire i legami incestuosi: anche nelle societ\u00e0 dove non c\u2019\u00e8 una madre o un padre di riferimento, il tab\u00f9 del possibile incesto \u00e8 prevenuto attraverso la scelta del matrimonio esogamico, per cui si devono sposare figli di famiglie esterne al gruppo. Gelosia, senso di propriet\u00e0 \u2013 altra locuzione universale del metalinguaggio semantico naturale, \u201c\u00e8 mio\u201d \u2013 sono qualit\u00e0 pervasive dell\u2019essere umano sul pianeta: la psicoanalisi lo ha afferrato molto bene, cos\u00ec come lo avevano subito colto gli scrittori di \u201ctragedie greche\u201d che parlavano proprio di fini \u201ctragiche\u201d, ad esempio nell\u2019Edipo Re (incesto madre-figlio), in Cassandra (rapporto morboso padre e figlia) e in Medea, dove viene toccato un altro tab\u00f9, l\u2019infanticidio da parte della madre. Parliamo quindi tab\u00f9 eterni, sempre vivi che accompagnano lo sviluppo dell\u2019essere umano anche nell\u2019attualit\u00e0. Infrangere questi tab\u00f9 cos\u00ec profondi, se allora comportava l\u2019uccisione di chi aveva rotto la regola, oggi comunque comporta malattia e dolore per l\u2019intera comunit\u00e0, e quindi \u00e8 l\u2019intera comunit\u00e0 a dover essere presa in cura.<br \/>\nSe altri tab\u00f9 sono \u201cpassati di moda\u201d, nella nostra societ\u00e0 occidentale ve ne sono di nuovi. Rimane l\u2019infanticidio, accompagnato dalla violenza sui bambini, e pi\u00f9 in generale la violenza su uomini e donne e tutti gli atti criminosi, ma vi sono altri neonati tab\u00f9: essere depressi, malati, disabili, invecchiare \u2013 per non dire morire \u2013 sono le nuove regole, in questa societ\u00e0 che, nella sua deriva, sta andando verso un \u201cregime distopico\u201d che richiede un Dio o una Dea sempre bello\/a, giovane, e felice.<br \/>\nLa povert\u00e0 e il fallimento sono altri tab\u00f9 sociali: ne sono un chiaro esempio gli spot pubblicitari che ambientano i loro slogan in luoghi stupendi che solo persone ricche si possono permettere e inquadrano uomini (per lo pi\u00f9) e donne (di meno) di successo. Insomma, le aspirazioni dell\u2019essere umano diventano titaniche e sproporzionate rispetto al singolo, alla comunit\u00e0 e al pianeta: la forbice tra ricchezza e povert\u00e0 continua ad aumentare, mentre la terra rimane troppo spesso un bene di consumo, un oggetto, pi\u00f9 che un soggetto vivente che ci ha donato la vita.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1592487981586{background-color: #ececec !important;}&#8221;][vc_column][vc_column_text]<strong>Dati del World Economic Forum, Rapporto Oxfam 2018:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>L\u201982% dell\u2019incremento della ricchezza globale registrato nel 2017 \u00e8 stato appannaggio dell\u20191% della popolazione pi\u00f9 ricco, mentre il 50% pi\u00f9 povero della popolazione mondiale non ha beneficiato di alcuna porzione di tale incremento.<\/li>\n<li>L\u20191% pi\u00f9 ricco della popolazione continua a detenere pi\u00f9 ricchezza del restante 99%.<\/li>\n<li>Due terzi della ricchezza dei pi\u00f9 facoltosi miliardari del mondo sono ereditati o frutto di rendita monopolistica ovvero il risultato di rapporti clientelari.<\/li>\n<li>Nei prossimi 20 anni le 500 persone pi\u00f9 ricche del pianeta lasceranno ai propri eredi oltre 2.400 miliardi di dollari, un ammontare superiore al PIL dell\u2019India uno dei Paesi pi\u00f9 popolosi del pianeta con 1,3 miliardi di abitanti.<\/li>\n<li>Tra il 1995 e il 2016 il numero di persone che vivevano in estrema povert\u00e0 con meno di 1,90 dollari al giorno si \u00e8 dimezzato, eppure ancora oggi pi\u00f9 di met\u00e0 della popolazione mondiale vive con un reddito insufficiente che oscilla tra i 2 e i 10 dollari al giorno.<\/li>\n<li>Sette cittadini su dieci vivono in un Paese in cui la disuguaglianza di reddito \u00e8 aumentata negli ultimi 30 anni.<\/li>\n<li>Nel 2016 erano 40 milioni le persone \u201cschiavizzate\u201d nel mercato del lavoro, tra cui 4 milioni di bambini.<\/li>\n<li>Solo nel 2016, le 50 pi\u00f9 grandi corporation mondiali hanno impiegato lungo le proprie filiere produttive una \u2018forza lavoro di 116 milioni di invisibili\u2019, il 94% della loro forza lavoro complessiva.<\/li>\n<li>A livello globale si stima che nel 2017 erano 1,4 miliardi le persone impiegate in lavori precari, oltre il 40% degli occupati totali.<\/li>\n<li>Quasi il 43% dei giovani in et\u00e0 lavorativa a livello globale risulta disoccupato o occupato ma a rischio di povert\u00e0. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile (18-24 anni) a novembre 2017 era del 32,7%.<\/li>\n<li>A livello globale le donne subiscono in media un divario retributivo del 23% ed hanno un tasso di partecipazione al mercato del lavoro del 26% pi\u00f9 basso rispetto agli uomini. Persino tra i ricchi si registra una sostanziale disparit\u00e0 di genere, 9 su 10 miliardari sono uomini.<\/li>\n<li>Un Amministratore Delegato di una delle 5 principali compagnie del settore dell\u2019abbigliamento guadagna in 4 giorni ci\u00f2 che una lavoratrice della filiera di produzione in Bangladesh guadagna nella sua intera vita lavorativa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Sappiamo che la salute ha come determinanti anche i fattori che riguardano il reddito, la disponibilit\u00e0 di un alloggio, la viabilit\u00e0 e la salubrit\u00e0 dell\u2019ambiente circostante \u2013 un equilibrio complesso che le societ\u00e0 tradizionali cercavano di preservare: se si prende, si deve anche restituire.<br \/>\nTre sono le Grazie; una d\u00e0, l\u2019altra prende e restituisce alla prima, che d\u00e0 nuovamente, la seconda prende e cos\u00ec via, in un girotondo senza fine (Fig. 4). L\u2019aspetto pi\u00f9 profondo \u00e8 rappresentato dal fatto che la Grazia non rid\u00e0 alla prima persona che ha donato, ma a un terzo, in modo da fare circolare la ricchezza e non trattenerla in un rapporto esclusivo: la ricchezza fuoriesce, circola, popola il mondo.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;3865&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>Prevenzione e trattamento<\/strong><br \/>\nCos\u00ec preziosa \u00e8 la salute che diciamo \u201csalute\u201d alle persone, augurando loro di star bene (magari anche senza porre attenzione a questa parola); in inglese il termine heal (guarire) ha a che fare con la radice holy (sacro). La stessa parola whole (tutto) \u00e8 legata a heal; e ancora, wealth (benessere) \u00e8 anch\u2019esso legato a health. Insomma, la salute \u00e8 una ricchezza, un dono e come tale va preservato: se visitiamo le societ\u00e0 tradizionali, possiamo dire che queste avevano ben capito come fosse indispensabile curare il proprio equilibrio, e come la cura del corpo fosse un fattore fondamentale non solo per trattare le malattie, ma anche per prevenirle.<br \/>\nIn tutte le societ\u00e0 che abbiamo osservato, c\u2019era e c\u2019\u00e8 grande consapevolezza e fierezza del corpo.<br \/>\nNella medicina tradizionale cinese, in particolare, troviamo un elemento che va oltre questa generica attenzione: \u00abla malattia non dovrebbe accadere, \u00e8 il segno che la prevenzione ha fallito\u00bb, e ancora \u00abnon importa quanto si \u00e8 longevi\u00bb nel nostro senso occidentale \u00abma come si \u00e8 vissuto ogni singolo istante di vita, in buona salute\u00bb. Tutto il sistema di medicina tradizionale cinese \u00e8 volto a prevenire i disequilibri, con delle regole chiare per il sistema emozionale degli organi interni, e di interazione con l\u2019ambiente esterno. Il medico non viene pagato se il paziente si ammala; al contrario, se le persone si ammalano significa che il medico non sa fare il suo lavoro.<\/p>\n<p>Siamo nel pieno dei tanto raccomandati \u201cstili di vita\u201d, che costituiscono quella che nel cosiddetto percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale viene definita come prevenzione primaria. Ogni atto di cura avr\u00e0 delle ripercussioni possibili sul nostro organismo e sulla nostra psiche, e \u2013 soprattutto nel nostro attuale sistema medico \u2013 ogni operatore inserito in un sistema sanitario far\u00e0 prevenzione assieme ai suoi colleghi di \u00e9quipe di cura multidisciplinari. Oggi abbiamo i Medici di Medicina Generale (General Practitioners), che dovrebbero essere i \u201ctutori della nostra salute\u201d e quindi operare la prevenzione delle malattie verso cui saremo esposti, dato l\u2019allungamento della speranza di vita grazie ai traguardi della nostra medicina. E se invece dei medici di medicina generale avessimo i<br \/>\n\u201cmedici di prevenzione generale\u201d (in inglese, General Prevention Practitioners): personalmente credo possa essere una strategia illuminata per insistere di pi\u00f9 sulla prevenzione, nulla togliendo alla parola \u201cmedico\u201d, che in italiano continua ad esistere.<\/p>\n<p>Come fare prevenzione? La prima regola \u00e8 l\u2019ascolto, troppo disattesa, la comprensione di quello che alla persona d\u00e0 felicit\u00e0 \u2013 e ritorno qui all\u2019eudaimonia \u2013 e linguaggi di cura molteplici, non solo per il corpo, ma anche per la mente e l\u2019anima. Nei paesi occidentali, il sistema sanitario ha burocratizzato il ruolo del medico, in particolare del medico di medicina generale, rendendolo un prescrittore di esami e ricette. La prevenzione, dunque, inizia dalla relazione con il curante: ascolto, comprensione e risposta, in un circolo virtuoso che se ben funziona si allarga anche alla comunit\u00e0, intesa come la fonte degli stimoli di vita e di significato sia per la persona (non la chiamiamo ancora paziente, perch\u00e9 siamo in fase di prevenzione) sia per il medico.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>Le competenze del curante<\/strong><br \/>\nI nostri percorsi per diventare curanti (medici, infermieri, psicoterapeuti o qualsiasi altra professione di aiuto) sono basati su lezioni teoriche che durano diversi anni e su tirocini pratici. A seconda delle facolt\u00e0, vi sono dei test di ammissione per valutare la cultura generale e la predisposizione a essere un buon medico. Ricordo che una mia cara amica era stata scartata dal primo test perch\u00e9 considerata \u201ctroppo sensibile\u201d nelle risposte al test; ha rifatto il test l\u2019anno successivo, avendo sicuramente compreso come \u201cingannare\u201d le domande sulla sensibilit\u00e0, e ora \u00e8 un chirurgo di chirurgia addominale estremamente empatico, cordiale e richiesto dai pazienti.<\/p>\n<p>Nelle professioni sanitarie, i test non vogliono persone sensibili, empatiche ed emozionabili: sono impostati soprattutto per valorizzare competenze logico-cognitive. Michel Foucault, filosofo e storico della scienza, aveva ben descritto le regard medical, \u201clo sguardo medico\u201d: uno sguardo distaccato che permette di parlare in modo tecnico di segni e sintomi, di organo e delle sue parti, ma pone quasi come un tab\u00f9 il parlare della persona intera, portatrice di suoi valori, interessi, progetti, ricordi e emozioni (Foucault 1963). Ecco forse il tab\u00f9 pi\u00f9 occulto che ha attraversato la professione sanitaria: il parlare dell\u2019individuo come essere indivisibile, e non diviso nelle specialit\u00e0 degli organi, nei suoi costituenti biologici e microscopici recettori. \u00c8 sul distacco, come sulle competenze logico-cognitive, che vengono selezionati i medici all\u2019ammissione di un lungo percorso di studi.<br \/>\nAltro mondo \u00e8 invece il \u201ccurriculum vitae\u201d necessario per diventare curante, medico o qualsiasi altra professione di cura nelle societ\u00e0 tradizionali che abbiamo esaminato. Premesso che nessun curante si \u201cimprovvisa\u201d, alla chiamata \u2013 in sogno, attraverso le visioni, attraverso sensibilit\u00e0 e attitudini notate dalla comunit\u00e0 intera \u2013 segue un intenso periodo di iniziazione, che per\u00f2 non parte con la lista delle malattie o l\u2019elenco di erbe che la natura autoctona del luogo offre, ma con la conoscenza della sofferenza: non quella degli altri, ma la propria. In Australia il rito di scarnificazione in grotta, con un dolore fisico da sopportare, con la riemersione dalla grotta come Resurrezione, ma non pi\u00f9 della persona di prima, del vero curante \u00e8 dimostrativo di come per essere dei bravi curanti bisogna avere sofferto del male fisico. Aver avuto un trauma. In Africa, vengono chiamati sciamani anche alcuni di quelli che \u2013 seguendo il nostro DSM \u2013 chiameremmo persone schizoidi affette da allucinazioni. Per la trance siberiana come per i curanti del Nord e del Sud America, il rito \u00e8 fatto di allontanamento, solitudine, prove da superare nella natura- seguendo principalmente le fasi del Viaggio dell\u2019Eroe (Fig. 5).[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;3864&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il viaggio dell\u2019eroe ha un primo richiamo, un dubbio sull\u2019essere prescelto, un mentore che accompagna in un luogo fino alla soglia di un altro mondo \u2013 <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/salute_nel_mondo_capitolo_iv\/\">in Siberia, gli sciamani parlano proprio del Mondo di Sopra e del Mondo di Sotto<\/a>, in <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/la-salute-nel-mondo-capitolo-7-dreamtime-dal-sogno-alla-realta\/\">Australia<\/a> e in <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/la-salute-nel-mondo-capitolo-5-il-cerchio-della-vita-la-guarigione-e-la-cura-secondo-i-nativi-del-nord-america\/\">Nord America<\/a> l\u2019altro mondo \u00e8 la grotta; in <a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/salutenelmondo-capitolo6\/\">Sud America<\/a> si ha accesso all\u2019altro mondo attraverso le sostanze assimilate, e qui la persona inizia a confrontarsi con le proprie fragilit\u00e0, paure e demoni cattivi. Queste prospettive ci suggeriscono che, per poter essere d\u2019aiuto e guarire gli altri, bisogna aver superato delle difficolt\u00e0 fisiche e psichiche: solo cos\u00ec si potr\u00e0 creare un vero legame di autenticit\u00e0, di fiducia, ma soprattutto di autorevolezza e non di autorit\u00e0.<br \/>\nAnche l\u2019<a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/ayurveda-un-cammino-in-equilibrio-imperfetto-la-salute-nel-mondo\/\">ayurveda<\/a> \u2013 seppure in modo non cos\u00ec traumatico \u2013 richiede che il praticante delle tecniche ayurvediche conosca la lingua in cui sono scritti i testi sacri (quindi il sanscrito), che conosca lo yoga e che lo pratichi, e che effettui meditazione quotidiana compassionevole sulle persone e sulla natura delle cose. La medicina ayurvedica richiede dai tre ai sei anni di studio, ma obbliga a una formazione permanente, come la nostra.<br \/>\nE arrivando alla<a href=\"https:\/\/www.freeyourtalent.eu\/blog\/un-viaggio-tra-materia-ed-energia-la-medicina-tradizionale-cinese-la-salute-nel-mondo\/\"> medicina tradizionale cinese<\/a>, che ci appare quella pi\u00f9 simile alla nostra in termini di distacco tra medico e paziente, scopriamo che al primo livello della formazione di un medico ci sono le competenze sulle relazioni interpersonali.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1592488001026{background-color: #ececec !important;}&#8221;][vc_column][vc_column_text]<strong>Le competenze relazionali interpersonali richieste nella medicina tradizionale cinese<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Parlare efficacemente, usando una terminologia appropriata.<\/li>\n<li>Scrivere in modo efficace, utilizzando una terminologia appropriata.<\/li>\n<li>Comprendere le informazioni scritte.<\/li>\n<li>Comprendere le informazioni presentate oralmente.<\/li>\n<li>Rispondere alla comunicazione non verbale.<\/li>\n<li>Rispondere a fonti di conflitto interpersonale.<\/li>\n<li>Adattare lo stile di comunicazione in risposta alle esigenze del destinatario.<\/li>\n<li>Garantire l\u2019efficacia della comunicazione.<\/li>\n<li>Comunicazione con integrit\u00e0 professionale.<\/li>\n<li>Mostrare compassione verso i pazienti.<\/li>\n<li>Facilitare un\u2019onesta comunicazione reciproca<\/li>\n<li>Incoraggiare il paziente ad assumersi la responsabilit\u00e0 della propria salute.<\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]L\u2019ultimo punto \u00e8 indicatore su quanto sia importante la prevenzione. Gli altri punti restano fondamentali, e indicano competenze che devono essere apprese prima del qi, degli organi, dei cinque elementi. Da noi \u2013 eccezion fatta per alcuni neonati corsi di Medical Humanities, medicina narrativa e comunicazione \u2013 queste non sono materie d\u2019esame nei corsi di medicina e scienze infermieristiche.<br \/>\nLe gradazioni sono molteplici: vanno dalle ferite inflitte in alcuni giovani futuri guaritori in Australia, ai riti di iniziazione in Africa, America e Siberia, alla meditazione e consapevolezza compassionevole dell\u2019altro. D\u2019altra parte, si parla del trauma necessario per essere un buon curante anche nella psicoterapia junghiana. Non si \u00e8 curanti competenti se non si riesce a stabilire una connessione quasi \u201canimica\u201d con l\u2019altro. Ecco, cos\u00ec come le tecnologie occidentali hanno molto da insegnare alle medicine tradizionali, noi abbiamo veramente tanti mondi da imparare.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>La sostenibilit\u00e0 delle cure<\/strong><br \/>\nIn Africa, se lo sciamano medico riceve un compenso in denaro, perde i suoi poteri divinatori: \u00e8 la comunit\u00e0 che ha l\u2019obbligo di prendersi cura del sostentamento dello sciamano. Lo stesso vale tra gli aborigeni australiani. In Nord America, Sud America e Siberia, il compenso \u00e8 previsto, ma \u00e8 un oggetto, un simbolo, un dono che deve essere qualcosa di prezioso della persona. In Cina, la prassi era quella di corrispondere l\u2019onorario al medico, fin tanto che si stava in salute. Non appena il paziente stava male, il pagamento veniva interrotto e sospeso fino ad avvenuta guarigione; il medico, inoltre, doveva appendere una lanterna alla porta della propria casa quando un paziente moriva, indicando a tutti il proprio fallimento. Per il sistema ayurvedico, dove la purificazione e l\u2019equilibrio sono l\u2019obiettivo finale, si chiede un compenso per la propria competenza medica, che serve a mantenersi con soddisfazione in vita, ma non si pu\u00f2 richiedere un profitto smodato. Questo sarebbe disequilibrio, e quindi non ammesso dalla filosofia su cui poggia il sistema salute.<br \/>\nOsserviamo quindi che in molti casi il sistema di salute \u00e8 \u201cpubblico\u201d, quando medici e curanti sono sostenuti dalla comunit\u00e0, in altri privato ma con un preciso riferimento all\u2019esito di salute (potremmo dire meritocratico, come in Cina), e privato ma volto al raggiungimento del \u201cpareggio di bilancio\u201d (equilibrio e non profitto), come in India.<br \/>\nIl profit aggressivo \u00e8 bandito dalle medicine tradizionali classiche, e questo \u00e8 un punto in comune con i principi dell\u2019OMS che, nell\u2019ambizione dei diritti umani, desidera che la salute e l\u2019accesso alle cure siano beni pubblici.<br \/>\nI rimedi di cura che abbiamo letto nelle pagine di questo libro sono pi\u00f9 o meno grossolani, pi\u00f9 o meno raffinati, pi\u00f9 o meno logici secondo il nostro schema cognitivo di cosa \u00e8 logico: in generale sono sistemi a basso impatto ambientale, a basso consumo tecnologico, ma che richiedono una svolta di paradigma \u2013 prima tra le quali, il recupero del significato dell\u2019essere umano, come persona, nella sua comunit\u00e0, nella natura e nel cosmo. \u00c8 la bellezza di questi approcci, che partono in alcuni casi dall\u2019anima per arrivare al corpo, in altri dal corpo per arrivare alle emozioni e all\u2019anima, che d\u00e0 ampio respiro al nostro concetto di salute.<br \/>\nGli spazi di interconnessione sono quasi infiniti: basta buona volont\u00e0, apertura mentale e competenza transdisciplinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Un poco ci riguarda<\/em><br \/>\n<em>Il movimento della luna,<\/em><br \/>\n<em>Il nostro corpo \u00e8 d\u2019acqua<\/em><br \/>\n<em>Nuvole tra poco.<\/em><br \/>\n\u2013 Franco Arminio<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Alla nostra terra, Ai nostri avi Alle generazioni future La definizione di Salute dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) si rif\u00e0 a quella enunciata nel 1948, epoca di grandi ideali &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":3870,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.4.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Salute e cura per la Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0: quale interazione con i sistemi di cura delle societ\u00e0 tradizionali? 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