{"id":8745,"date":"2022-01-14T10:27:59","date_gmt":"2022-01-14T09:27:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istud.it\/imprese\/?p=8745"},"modified":"2022-01-14T10:29:18","modified_gmt":"2022-01-14T09:29:18","slug":"come-innescare-linnovazione-imitando-la-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istud.it\/imprese\/come-innescare-linnovazione-imitando-la-natura\/","title":{"rendered":"Come innescare l\u2019innovazione imitando la natura"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<blockquote><p><em>L\u2019exattamento ovvero la capacit\u00e0 di utilizzare un elemento per uno scopo differente da quello per cui \u00e8 stato introdotto, \u00e8 ampiamente utilizzato in natura. Una preziosa lezione anche per le aziende.<\/em><\/p>\n<p>Mauro Arpino<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Lo strano termine <em>exattamento<\/em> (<em>exaptation<\/em>) &#8211; introdotto dai biologi Stephen Jay Gould e Elisabeth Vrba nel 1982 &#8211; esprime un concetto mutuato dalla biologia evolutiva e ancora poco conosciuto al di fuori di quel campo. Tuttavia, esso \u00e8 estremamente efficace nel descrivere quanto accade in innumerevoli esempi quando <em>un organo o un artefatto assume una funzione differente da quella per cui \u00e8 sorto<\/em>. Accade che un carattere evoluto per una particolare funzione ne assuma una nuova, indipendente dalla primitiva: un classico esempio \u00e8 costituito dalle piume degli uccelli, evolute nei dinosauri presumibilmente per scopi di isolamento termico e poi rivelatesi utilissime per il volo. Questa modalit\u00e0, tuttavia, non resta confinata nell\u2019ambito di quanto avviene in natura, ma si verifica assai spesso nello <strong>sviluppo delle tecniche<\/strong>. L\u2019invenzione del computer \u00e8 ad esempio il risultato di un processo di <em>exattamento<\/em> della tastiera della macchina da scrivere, della TV e prima ancora delle schede perforate impiegate nei telai. <strong>Significa dunque combinare elementi in modo differente per inventare qualcosa che non esisteva precedentemente<\/strong>.[\/vc_column_text][vc_column_text]Un altro esempio tratto dalla natura sono i polmoni di alcune specie di pesci, che si sono poi evoluti nei polmoni dei vertebrati terrestri, ma sono stati anche sottoposti a <em>exattamento<\/em> per diventare la vescica del gas, un organo di controllo dell&#8217;assetto nei pesci che da essi si sono evoluti. Le innovazioni in natura si basano sulle parti di ricambio.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione progredisce prendendo le risorse disponibili e assemblandole per utilizzarle in nuove funzioni. Dobbiamo pensarla pi\u00f9 come un bricolage che non ad una progettazione ingegneristica. I nostri corpi, come quelli di tutti gli esseri viventi, funzionano in base al bricolage, raccogliendo pezzi in disuso o impiegando quanto esiste in una funzione diversa da quella per cui sono stati originati.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Solitamente si tende a idealizzare le innovazioni rivoluzionarie, immaginandole come folgorazioni epocali capaci di anticipare i tempi, o colpi di genio saltati fuori dal nulla. Ma in realt\u00e0 le idee sono il risultato di un processo di \u201ccopia e incolla\u201d. Quello che accade \u00e8 che prendiamo idee ereditate o nelle quali siamo inciampati e le incolliamo tra loro per plasmare qualcosa di nuovo. Nelle nostre vite professionali, nelle nostre attivit\u00e0 di tutti i giorni, o nelle organizzazioni in cui operiamo, siamo circondati da potenziali nuove configurazioni e usi di quanto gi\u00e0 esiste pronto per scopi radicalmente diversi. Scoprire un uso diverso per quanto c\u2019\u00e8 a disposizione potrebbe portare ad una innovazione che preservi l&#8217;ecosistema o pi\u00f9 semplicemente a una innovativa strategia di marketing per il prodotto che la vostra azienda sta per lanciare sul mercato.[\/vc_column_text][vc_column_text]Forse la maggior parte di tutti i tratti biologici e degli artefatti umani che sono stati sviluppati per particolari funzioni sono partiti come qualcosa di diverso: le ossa erano in origine semplici depositi di calcio in eccesso, i forni a microonde hanno iniziato la vita come magnetron di radar. L\u2019<em>exattamento<\/em> descrive quindi un processo evolutivo altamente discontinuo risultante da uno spostamento funzionale di un tratto o artefatto esistente.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3><em>Il torchio a vite<\/em><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Intorno al 1400 un giovane artigiano del Reno cominci\u00f2 ad interessarsi alle presse impiegate nella viticoltura per la produzione del vino. Si era appena scottato con un\u2019impresa disastrosa che riguardava la produzione di specchietti da vendere ai pellegrini nelle fiere, ma il fallimento di quella iniziativa si rivel\u00f2 fortunato, spingendo l\u2019imprenditore lungo un sentiero ben pi\u00f9 ambizioso. Si era gettato nello studio delle presse, ma Johannes Gutenberg non era interessato al vino. Era interessato ai libri.<\/p>\n<p>Ciascuno degli elementi chiave che rendevano la <strong>macchina da stampa<\/strong> tanto rivoluzionaria erano stati sviluppati molto tempo prima che Gutenberg stampasse la sua prima Bibbia. Grazie al suo apprendistato di orafo apport\u00f2 alcune brillanti modifiche agli aspetti metallurgici dei caratteri mobili, ma senza il torchio per il vino l\u2019invenzione della stampa non sarebbe avvenuta. Un aspetto importante del genio di Gutenberg non risiede tanto nel concepimento di una tecnologia nuova quanto nella capacit\u00e0 di prendere in prestito una tecnologia matura da un campo completamente diverso. La sua innovazione fu ispirata dalla diffusione della pressa a vite nei vigneti renani e la trasform\u00f2 in un motore di civilt\u00e0.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;8751&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3><em>La colla che non funziona<\/em><\/h3>\n<p>Nel 1968, il dottor Spencer Silver, uno scienziato della 3M negli Stati Uniti, stava tentando di sviluppare un adesivo super forte. Invece cre\u00f2 accidentalmente un adesivo &#8220;a bassa aderenza&#8221;, riutilizzabile e sensibile alla pressione. Ma a chi interessa una colla che non tiene? Per cinque anni, Silver tent\u00f2 di promuovere la sua &#8220;soluzione senza problemi&#8221; all&#8217;interno di 3M sia informalmente che attraverso seminari, ma non riusc\u00ec a ottenerne l&#8217;accettazione. Nel 1974, un collega che aveva frequentato uno dei suoi seminari, Art Fry, ebbe l&#8217;idea di utilizzare l&#8217;adesivo per fissare il suo segnalibro nel suo libro di inni che impiegava nel coro della chiesa; era stufo di vedere i foglietti che si perdevano. Fry aveva utilizzato la politica del &#8220;contrabbando consentito&#8221; ufficialmente approvata da 3M per sviluppare le idee. Il colore giallo delle note originali fu poi scelto per caso, poich\u00e9 il laboratorio accanto al team Post-It aveva solo carta gialla da usare.<\/p>\n<p>La 3M lanci\u00f2 il prodotto come segnalibro &#8220;Press &#8216;n Peel&#8221; nei negozi di quattro citt\u00e0 nel 1977, ma i risultati furono deludenti.\u00a0 Un anno dopo, la societ\u00e0 invece distribu\u00ec campioni gratuiti direttamente ai consumatori a Boise, Idaho con il risultato che il 94% di coloro che li avevano provati dichiararono che avrebbero acquistato il prodotto ed esso fu venduto come &#8220;Post-It&#8221; nel 1979.\u00a0 L&#8217;anno successivo fu lanciato in Canada e in Europa dopo una poderosa campagna promozionale. Una applicazione pi\u00f9 recente \u00e8 il software che riproduce in parte il comportamento dei Post-it, creando delle finestrelle colorate sullo schermo del PC. Una metafora che curiosamente deriva da una colla che \u201cnon funziona\u201d.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3><em>In cucina con il radar<\/em><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Un primo modello di <em>magnetron <\/em>a due poli &#8211; un <strong>generatore di microonde<\/strong> &#8211; fu sviluppato intorno al 1920, ma la potenza prodotta era molto limitata rispetto alle versioni con cavit\u00e0. La ricerca ebbe una ripresa durante la Seconda guerra mondiale per la necessit\u00e0 di sviluppare rapidamente un generatore di microonde nella banda dei 10 cm (prima erano impiegati 150 cm) adatto per il radar. Cos\u00ec nel 1940, all&#8217;universit\u00e0 inglese di Birmingham, John Randall e Harry Boot realizzarono un prototipo funzionante di magnetron a cavit\u00e0 risonanti, riuscendo successivamente ad aumentarne di un fattore 100 la potenza emessa. Una prima versione da 4 kW fu costruita dalla britannica General Electric Company e consegnata al governo statunitense nell&#8217;agosto del 1940. All&#8217;epoca il pi\u00f9 potente generatore disponibile negli Stati Uniti &#8211; il Klystron &#8211; aveva una potenza dell&#8217;ordine di decine di watt. Per non destare attenzione, la preziosa merce non fu trasportata da scorte armate, ma spedita con i consueti mezzi postali. Questo tipo di dispositivo fu largamente utilizzato durante la Seconda guerra mondiale dando agli Alleati una notevole superiorit\u00e0 e influendo cos\u00ec sul decorso degli eventi bellici. In particolare, i tedeschi non riuscivano a capire come facessero gli inglesi grazie ai nuovi radar, a prevedere con largo anticipo l&#8217;arrivo dei loro aerei e portare in cielo i caccia della RAF in tempo. Ma la storia del magnetron non finisce qui.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;8746&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_column_text]La possibilit\u00e0 di cuocere i cibi con le microonde fu scoperta per caso negli Stati Uniti d&#8217;America nel 1945 da Percy Spencer, dipendente della Raytheon, mentre realizzava magnetron per apparati radar. Detentore di 120 brevetti, Spencer intu\u00ec immediatamente cosa fosse accaduto, dopo che una barretta di cioccolato gli si sciolse in tasca. Il primo alimento che prov\u00f2 intenzionalmente a cuocere fu il popcorn; in seguito prov\u00f2 con un uovo, che per\u00f2 esplose finendo in faccia a uno degli sperimentatori. Nel 1946 la Raytheon brevett\u00f2 il processo di cottura a microonde e nel 1947 realizz\u00f2 il primo apparato destinato alla commercializzazione, chiamato <em>Radarange<\/em>. Era alto 1,8 m, pesava 340 kg, aveva un sistema di raffreddamento ad acqua e produceva una potenza in radioonde di 3 kW, che \u00e8 da 2 a 4 volte la potenza dei forni domestici attuali. Il successo fu notevole e per espandere il mercato la Raytheon acquist\u00f2 la Amana, produttrice di elettrodomestici dell&#8217;Iowa.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<blockquote><p><em><strong>Quante potenziali invenzioni, o nuovi prodotti sono quasi pronti per essere immessi sul mercato e sono alla nostra portata?<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;6352&#8243; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_circle_2&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Mauro Arpino<\/strong>\u00a0\u00e8 nato nel 1965 e ha compiuto studi in fisica. Ha pubblicato nel 1983, \u201cGiove \u2013 Il pianeta le osservazioni\u201d, la prima monografia in italiano sull\u2019argomento. Per 19 anni ha svolto attivit\u00e0 di conferenziere presso il Civico Planetario di Milano, sia con platee di studenti sia con il pubblico, esponendo decine di conferenze sui pi\u00f9 disparati argomenti astronomici. Frutto di questa attivit\u00e0 \u00e8 il testo \u201cLe idee dell\u2019astronomia \u2013 Come lo studio del cielo ha cambiato il mondo\u201d del 2010, rilasciato con licenza Creative Commons e liberamente scaricabile online.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Scopri l\u2019offerta ISTUD sulle Analogie <a href=\"https:\/\/www.istud.it\/imprese\/soluzioni-in-house\/analogie\/\">https:\/\/www.istud.it\/imprese\/soluzioni-in-house\/analogie\/<\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] L\u2019exattamento ovvero la capacit\u00e0 di utilizzare un elemento per uno scopo differente da quello per cui \u00e8 stato introdotto, \u00e8 ampiamente utilizzato in natura. 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