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Un percorso formativo focalizzato sulle competenze di gestione delle risorse umane e delle capacità di relazione efficace nel sistema organizzativo, proposto attraverso un progetto concreto e utile alla comunità, che pone l’attenzione sul tema della Responsabilità Sociale e sul legame con il territorio di appartenenza. Questo il senso di “Management & Responsibility Training Program”, innovativo programma di formazione progettato dalla Fondazione ISTUD in collaborazione con Map Responsibility, che ha visto la partecipazione di 14 quadri aziendali di Italcementi impegnati a mappare per 4 giorni tre percorsi ciclabili nella provincia di Bergamo, allo scopo di favorire lo sviluppo della mobilità dolce, valorizzare le risorse territoriali e il patrimonio locale.

Attraverso il progetto i partecipanti si sono confrontati con scenari complessi, con attori e portatori di esigenze diverse, hanno costruito e gestito un gruppo di lavoro, condividendo obiettivi e definendo responsabilità, hanno progettato e realizzato l’innovazione vivendo in prima persona il significato della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile; temi su cui Italcementi riveste particolare attenzione ormai da anni, impegnandosi attraverso progetti concreti che hanno un impatto positivo e reale sul territorio.
Ultima tappa del programma è stata la presentazione ufficiale dello stesso alle autorità ed istituzioni locali il 16 novembre, presso la Provincia di Bergamo, con l’impegno da parte di Italcementi a donare alla Provincia 1 km di pista ciclabile, a testimonianza di un dialogo attivo con il territorio, alimentato anche da questa importante iniziativa di formazione.
Intervista a Rosalia Dimartino, Direzione Risorse Umane Italcementi
Rosalia Dimartino illustra con questa intervista il senso di “Management & Responsibility Training Program” e gli importanti collegamenti del progetto con le altre attività di Responsabilità Sociale di Italcementi.
Dott.ssa Dimartino, perché Italcementi ha ritenuto di realizzare un percorso formativo per i propri manager che unisse alla dimensione formativa quella della Responsabilità Sociale?
L’idea del progetto è nata innanzitutto dal bisogno di realizzare un programma di formazione che sostenesse lo sviluppo manageriale di una fascia importante della nostra popolazione aziendale, incrementandone le capacità di leadership e migliorandone le abilità di comunicazione e relazione efficace all’interno di un gruppo di lavoro.
Il secondo passo è stato quello di ancorare il percorso di formazione a un progetto concreto, in linea con le politiche e l’attenzione da sempre riposte da Italcementi verso i temi della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile. Fin dalla partenza uno degli obiettivi del progetto, come poi si è effettivamente verificato, è stato quello di produrre un risultato concreto e di valore per l'ambiente e per la comunità locale, stimolando altresì nei partecipanti la sensibilità verso queste tematiche.
Come si colloca questo percorso formativo all’interno delle attività di Responsabilità Sociale di Italcementi?
Dal nostro punto di vista lo sviluppo professionale delle persone non può discostarsi dall’attenzione ai temi della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile, intesi come tutela e valorizzazione del territorio, dell’ambiente e della comunità in cui operiamo. Italcementi è impegnata da tempo in questa direzione. Nella cultura aziendale la protezione dell’ambiente, della salute e della sicurezza, vanno di pari passo con la crescita e lo sviluppo economico. Esempio di quanto sto affermando è il progetto “Mobilità Sostenibile”, una serie di iniziative che vanno dall’offrire ai dipendenti l’opportunità di acquistare a prezzi scontati biciclette elettriche, alle scelta di un parco auto con veicoli poco inquinanti (bifuel o a GPL).
Un altro progetto che ci vede impegnati ormai dall’anno 2000 è “Zero Infortuni”, progetto che si concentra sul valore della sicurezza all’interno del Gruppo con l’intento di sviluppare una vera e propria cultura d’impresa in materia di prevenzione degli infortuni. Tutti i dipendenti, di qualunque livello gerarchico, sono coinvolti affinché i loro comportamenti contribuiscano ad evitare infortuni a loro stessi e ai loro colleghi. Per raggiungere risultati di eccellenza sono stati intrapresi programmi di miglioramento in ambito tecnico, organizzativo e di miglioramento dei comportamenti sicuri. Giusto per dare dei numeri, in sei anni l’Approccio Zero Infortuni ha consentito di ridurre l’Indice di Frequenza degli infortuni del 73%.
Quale è l’impressione che ha avuto sul percorso formativo realizzato dalla Fondazione ISTUD?
L’impressione sul percorso è sicuramente molto positiva. Tutti i partecipanti si sono impegnati in maniera attiva sul progetto, manifestando un alto livello di soddisfazione e forte coinvolgimento, anche a livello emotivo. Ad emergere è stata la dimensione del confronto tra le persone coinvolte, probabilmente anche grazie alla possibilità di lavorare su un progetto concreto e reale, che ha prodotto un output pubblicato sul sito internet http://www.bike-bergamo.it/ e presentato alle Istituzioni locali, a testimonianza del valore del contributo dei partecipanti. Grande è stato l’impegno di tutti ad integrarsi per raggiungere gli obiettivi prefissati. Sicuramente la professionalità dei docenti della Fondazione ISTUD e di Map Responsibility, hanno aiutato e contribuito agli ottimi esiti del programma.
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