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Intervista al Dott. Guido Fontana, Presidente ANMDO Regione Lombardia

Dottor Fontana, perché l’ANMDO, tra i tanti temi possibili, ha ritenuto di sostenere un percorso formativo per Direttori Sanitari sull’argomento della Clinical Governance?
La scelta del tema della Clinical Governance riflette, innanzitutto, l’attenzione della nostra associazione ad approfondire, oltre a questioni tecniche, le tematiche manageriali e strategiche, che contraddistinguono in maniera sempre più importante l’attività del Direttore Sanitario, ma anche quella del Direttore Medico di Presidio.
La Clinical Governance, argomento tuttora dibattuto ed in evoluzione, si presta ad essere un buon punto di partenza per un confronto critico ad ampio raggio sui criteri di gestione e sulle scelte di indirizzo adottate dalle Direzioni Sanitarie.
Inoltre, essendo un argomento proposto inizialmente nei Paesi anglosassoni e mutuato dal contesto dell’impresa, porta il corso a espandere l’orizzonte dell’analisi ad altre nazioni e ad altre tipologie di azienda, aprendo ulteriormente le prospettive di valutazione.
Da ultimo, l’attualità dell’argomento per le aziende sanitarie italiane si è dimostrata capace di suscitare un adeguato interesse verso le tematiche affrontate.

Quale è l’impressione che ha avuto sul percorso formativo realizzato dalla Fondazione ISTUD?
Il percorso formativo si è dimostrato ricco di contenuti e di stimoli.
Le diverse professionalità chiamate ad approfondire i vari aspetti della Clinical Governace hanno portato approcci differenti, oltre a esperienze e riflessioni di notevole spessore.
L’aperto confronto con i docenti e il continuo scambio di idee tra i vari Direttori Sanitari che hanno preso parte al corso, sono riusciti a creare il clima giusto per un evento formativo rivolto a professionisti di provata competenza, sempre disponibili a rivedere le proprie convinzioni ed orientamenti, di fronte alla continua evoluzione del ruolo e delle responsabilità delle Direzioni Sanitarie.

Come valuta la scelta di inserire nel programma il confronto con un altro sistema sanitario come il NHS rappresentato dalla presenza autorevole della Dott.ssa Wells e quello con un’altra regione italiana come la Toscana?
Il confronto con altri professionisti, provenienti da realtà più o meno distanti rispetto a quella di riferimento, rappresenta probabilmente il principale elemento formativo in corsi rivolti a dirigenti, come i Direttori Sanitari, che hanno già alle spalle un solido percorso di studio e una rilevante esperienza professionale.
In particolare, la scelta di far intervenire la Dott.ssa Wells ha sicuramente acceso l’interesse dei partecipanti ed è risultato uno dei momenti che hanno maggiormente qualificato il corso.




Intervista al Dottor Michele Guerra, Field Manager di Astrazeneca

Dottor Guerra perché tra tutti i temi possibili Astrazeneca ha deciso di sponsorizzare un percorso formativo sulla Clinical Governance?
Come lei sa, la nostra struttura di key account management è nata nel 2004 con obiettivi non solo commerciali ma anche con la finalità di creare nuove opportunità di incontro con i key clients, in questo caso i direttori sanitari. Parlando con i miei collaboratori si era deciso di organizzare un percorso formativo in una regione virtuosa come la Lombardia e di coinvolgere le direzioni sanitarie in questo. Da tali riflessioni, dopo l’incontro con la Fondazione ISTUD, è nata l'opportunità di portare cultura sulla clinical governance, un argomento di attualità che offre grandi opportunità di confronto e sviluppo culturale di cui recenemente si sente molto parlare ma sul quale c’è bisogno di fare chiarezza.

Come si colloca questo percorso formativo all’interno delle attività di Responsabilità Sociale di Astrazeneca?
Il tema della Responsabilità Sociale è molto importante e di attualità. Consolidare un progetto come questo, che non vede coinvolti direttamente i nostri prodotti, rientra a pieno in tale filone. Sarebbe importante che tutte le aziende uscissero da un approccio esclusivamente legato al prodotto per recuperare credibilità nel settore sanitario. Ancora c'è diffidenza in tal senso, ma sono convinto che piano piano se si lavora con professionalità e trasparenza verranno messi da parte gli scetticismi e verranno apprezzate e valorizzate maggiormente le attività che vengono organizzate. Crediamo molto in questo e puntiamo a realizzare percorsi formativi che rinforzino la relazione con i clienti e con i decisori e che allo stesso tempo riescano a dare un contributo culturale e sostanziale importante sui temi di frontiera su cui si deve sviluppare la sanità italiana.

Quale è l’impressione che ha avuto sul percorso formativo realizzato dalla Fondazione ISTUD?
Devo riconoscere con tutta franchezza che sin dall’inizio siete riusciti a tradurre queste tematiche in maniera interattiva e stimolante, cosa non comune. A voi il merito di avere portato esperienze rilevanti che hanno reso piacevole e significativo il lavoro durante tutte e tre le giornate. Ho apprezzato l’approccio di tipo culturale senza secondi fini, cercando di fare emergere i concetti più importanti. Tutti i partecipanti sono usciti con idee molto più chiare sul cosa significhi clinical governance e quale debba essere il ruolo del paziente in questo percorso.

Come valuta la scelta di inserire nel programma il confronto con un altro sistema sanitario come il NHS, rappresentato dalla presenza autorevole della Dott.ssa Wells e quello con un’altra regione italiana come la Toscana?
L’intervento della dott.ssa Wells ha arricchito sicuramente questo corso di formazione. Credo sia stato di fondamentale importanza per uscire da una visione troppo circoscritta. Il confronto infatti, a partire da una visione più ampia, fornisce grandi stimoli e spunti di riflessione. Quello che manca in Italia o che si sta sviluppando solo ora, è lo scambio di best practice per innestare meccanismi virtuosi.

Astrazeneca ha intenzione di esportare questo progetto anche in altre regioni italiane?
Per noi questo è stato un progetto pilota che sicuramente posso dire sia stato un esempio di percorso formativo positivo che meriterebbe di essere traslato e trasferito in altre Regioni.

 
 
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